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Richiesta di radicale revisione delle modalità di gestione del PON

Il Presidente dell’ANP ha scritto oggi al Capo di Gabinetto del MIUR per denunciare l’inaccettabile situazione in cui vengono a trovarsi i dirigenti delle scuole affidatarie dei PON e per chiedere un autorevole intervento di “disboscamento” della giungla di inutili e gravosi adempimenti amministrativi che li hanno ormai resi ingestibili.

Le scuole, infatti, sono costrette ad un gravoso superlavoro per ottenere quei fondi ma, quando ci riescono, sono spesso costrette a pentirsene: il gioco, come si dice, non vale la candela!

Oltre alla ingente mole di adempimenti insensati, le piattaforme telematiche con cui i PON devono essere gestiti sono spesso malfunzionanti.

Per completare il quadro, i compensi offerti ai dirigenti e al personale tutto sono esigui e non commisurati al maggior impegno richiesto.

L’ANP non intende tollerare oltre questo stato di cose e terrà informati i colleghi sulle ulteriori iniziative da assumere al riguardo: se la situazione non dovesse migliorare significativamente, la partecipazione dei dirigenti delle scuole ai PON sarà messa in discussione già a partire dal prossimo anno scolastico.

Tutte le scuole, ed in particolar modo tutti i DS, al fine di gestire correttamente i vari progetti autorizzati dovrebbero passare l'intera giornata ad inserire e validare dati.

Non basta quanto già fanno al fine di garantire la regolarità della gextione didattica, amministrativa e contabile?

Ribadendo che non si vuole non adempiere agli aspetti normativi e formali previsti, forse è un invito a non proporre più progetti ed iniziative finanziate dal FSE!

Solidarietà al Docente palermitano brutalmente aggredito

associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola

ADERENTE ALL'ESHA EUROPEAN SCHOOL HEADS ASSOCIATION

 

ANP esprime piena e totale solidarietà al docente che, all'interno di una scuola della periferia palermitana, è stato duramente e gravemente colpito da un  genitore. Tale vile e arrogante comportamento può e deve  costituire elemento di preoccupata riflessione.

ANP denuncia che il ripetersi di aggressioni, violenze e minacce a docenti e dirigenti della scuola esprime in termini plasticamente tragici lo stato di abbandono istituzionale in cui da troppi anni ormai versa la scuola italiana.

L'adulto  pensa di potere impunemente accedere ad uno spazio istituzionalmente preposto all'educazione e alla crescita dei minori solo perchè ritiene tale spazio educativo  del tutto abbandonato dalle istituzioni. Ritiene che gli operatori della scuola non rappresentino lo Stato nè che questo sia interessato alla loro tutela, fisica e sociale.

Il genitore violento ritiene di potere incolpevolmente offendere e colpire docenti e dirigenti perchè altri, in tanti, ne minano quotidianamente la legittimità sociale e istituzionale.

Una scuola sempre più vittima di vessazioni  burocratiche che poco hanno a che fare con il compito primario dell'educazione, sempre più abbandonata e sola nel tentativo di garantire la sicurezza fisica di operatori e studenti in spazi fatiscenti e dimenticati dalla più elementare esigenza di manutenzione ordinaria, sempre più baluardo e presidio di una esigenza di legalità e di rispetto degli altri che la comunità nazionale sembra avere perso.

Una scuola sempre più sola nel convincimento che non vi è futuro per un Paese che sembra rivolgere le proprie attenzioni esclusivamente ai disagi e ai diritti degli adulti e dimenticarsi dei diritti e dei bisogni dei minori e dei loro educatori.

Commissioni II ciclo: del tutto insoddisfacente la nota MIUR del 6 aprile 2018

Il 30 marzo u.s. l’Amministrazione aveva incontrato le organizzazioni sindacali mostrandosi disponibile a rivedere la propria decisione di escludere i dirigenti scolastici del I ciclo dalla nomina a presidente di commissione per gli esami conclusivi del II ciclo.

Avevamo evidenziato che tale divieto contrastava - e contrasta - con la legge 1/2007 (art. 4, c. 3, lett. b) e con il D.M. 6/2007 (art. 5), paradossalmente richiamato dalla stessa nota MIUR n. 4537 del 16/03/2018 come fonte di diritto da rispettare per i criteri di nomina e per gli ordini di precedenza.
Ieri 6 aprile, con la nuova nota n. 6078, l’Amministrazione ha finalmente consentito anche ai dirigenti scolastici del I ciclo di candidarsi alla presidenza delle commissioni del II ciclo.
In questa nota, constatiamo con grande disappunto che sono stati creati cavilli e paletti ad hoc per impedire, di fatto, la nomina dei dirigenti del I ciclo e che l’aperura dell’Amministrazione si è limitata alla sola facoltà di far presentare istanza, ma senza effetti concreti!
Osserviamo infatti che:
• L’istanza viene valutata secondo l’ordine previsto dalla nota del 16/03/2018. È evidente che, in tale ordine, i dirigenti della scuola secondaria di I grado non compaiono. Il citato D.M. 6/2007 prevede il corretto ordine.
• Il docente collaboratore, per poter sostituire il dirigente che chiedesse di svolgere le funzioni di presidente nel II ciclo, dovrebbe possedere tre requisiti: a) essere docente di scuola secondaria di I grado; b) non essere docente di classe terza di scuola secondaria di primo grado perché già componente di diritto della commissione d’esame; c) aver già svolto la funzione di presidente di commissione per l’esame di Stato conclusivo del I ciclo. Quest’ultima richiesta è priva di qualsivoglia giustificazione, considerato che l’anno di esperienza non è richiesto nemmeno al II ciclo, caratterizzato da una maggiore complessità della funzione di presidente di commissione. Ma, cosa ancor più grave, è in contrasto con la disposizione legislativa di rango primario di cui all’articolo 8, comma 2, del d.lgs. 62/2017 secondo cui compete esclusivamente al dirigente scolastico la scelta del docente al quale delegare la funzione di presidente! L’ANP, durante l’incontro del 30 marzo, aveva espresso con forza il proprio disappunto per questa condizione che non trova riscontro nella nostra legislazione e ha sottolineato che “l’aver già svolto la funzione di Presidente di commissione per l'Esame di Stato conclusivo del primo ciclo” può essere semmai considerato requisito aggiuntivo e non condizione necessaria per svolgere il ruolo di presidente di commissione. E se i motivi dell’assenza del dirigente fossero imputabili a malattia, piuttosto che allo svolgimento degli esami nel II ciclo, si potrebbe prescindere dal possesso di questo innovativo requisito nell’individuazione del docente sostituto? O si dovrebbero interrompere gli esami in attesa della guarigione del dirigente?
• Infine, leggiamo che “possono presentare istanza di partecipazione i dirigenti scolastici che dichiarino di poter concludere tutte le operazioni relative allo svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo nella scuola di titolarità e/o di reggenza prima dell’avvio delle procedure relative all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo”. Questa parte si commenta da sé: se il dirigente omettesse tale dichiarazione, impedirebbe al Direttore dell’USR di nominarlo.
Il diritto dei dirigenti del I ciclo non può limitarsi alla possibilità di presentare istanza: hanno altro da fare che compilare domande inutili!
I dirigenti chiedono il riconoscimento del diritto reale di poter svolgere la funzione richiesta, secondo quanto prevede la normativa vigente!
ANP valuterà tutte le azioni possibili per il ripristino della perequazione della dignità professionale!

Commissioni II ciclo: insoddisfacente la nota MIUR del 6 aprile 2018

Il 30 marzo u.s. l’Amministrazione aveva incontrato le organizzazioni sindacali mostrandosi disponibile a rivedere la propria decisione di escludere i dirigenti scolastici del I ciclo dalla nomina a presidente di commissione per gli esami conclusivi del II ciclo.

Avevamo evidenziato che tale divieto contrastava - e contrasta - con la legge 1/2007 (art. 4, c. 3, lett. b) e con il D.M. 6/2007 (art. 5), paradossalmente richiamato dalla stessa nota MIUR n. 4537 del 16/03/2018 come fonte di diritto da rispettare per i criteri di nomina e per gli ordini di precedenza.
Ieri 6 aprile, con la nuova nota n. 6078, l’Amministrazione ha finalmente consentito anche ai dirigenti scolastici del I ciclo di candidarsi alla presidenza delle commissioni del II ciclo.
In questa nota, constatiamo con grande disappunto che sono stati creati cavilli e paletti ad hoc per impedire, di fatto, la nomina dei dirigenti del I ciclo e che l’aperura dell’Amministrazione si è limitata alla sola facoltà di far presentare istanza, ma senza effetti concreti!
Osserviamo infatti che:
• L’istanza viene valutata secondo l’ordine previsto dalla nota del 16/03/2018. È evidente che, in tale ordine, i dirigenti della scuola secondaria di I grado non compaiono. Il citato D.M. 6/2007 prevede il corretto ordine.
• Il docente collaboratore, per poter sostituire il dirigente che chiedesse di svolgere le funzioni di presidente nel II ciclo, dovrebbe possedere tre requisiti: a) essere docente di scuola secondaria di I grado; b) non essere docente di classe terza di scuola secondaria di primo grado perché già componente di diritto della commissione d’esame; c) aver già svolto la funzione di presidente di commissione per l’esame di Stato conclusivo del I ciclo. Quest’ultima richiesta è priva di qualsivoglia giustificazione, considerato che l’anno di esperienza non è richiesto nemmeno al II ciclo, caratterizzato da una maggiore complessità della funzione di presidente di commissione. Ma, cosa ancor più grave, è in contrasto con la disposizione legislativa di rango primario di cui all’articolo 8, comma 2, del d.lgs. 62/2017 secondo cui compete esclusivamente al dirigente scolastico la scelta del docente al quale delegare la funzione di presidente! L’ANP, durante l’incontro del 30 marzo, aveva espresso con forza il proprio disappunto per questa condizione che non trova riscontro nella nostra legislazione e ha sottolineato che “l’aver già svolto la funzione di Presidente di commissione per l'Esame di Stato conclusivo del primo ciclo” può essere semmai considerato requisito aggiuntivo e non condizione necessaria per svolgere il ruolo di presidente di commissione. E se i motivi dell’assenza del dirigente fossero imputabili a malattia, piuttosto che allo svolgimento degli esami nel II ciclo, si potrebbe prescindere dal possesso di questo innovativo requisito nell’individuazione del docente sostituto? O si dovrebbero interrompere gli esami in attesa della guarigione del dirigente?
• Infine, leggiamo che “possono presentare istanza di partecipazione i dirigenti scolastici che dichiarino di poter concludere tutte le operazioni relative allo svolgimento dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo nella scuola di titolarità e/o di reggenza prima dell’avvio delle procedure relative all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo”. Questa parte si commenta da sé: se il dirigente omettesse tale dichiarazione, impedirebbe al Direttore dell’USR di nominarlo.
Il diritto dei dirigenti del I ciclo non può limitarsi alla possibilità di presentare istanza: hanno altro da fare che compilare domande inutili!
I dirigenti chiedono il riconoscimento del diritto reale di poter svolgere la funzione richiesta, secondo quanto prevede la normativa vigente!
ANP valuterà tutte le azioni possibili per il ripristino della perequazione della dignità professionale!

In allegato la nota MIUR CONTESTATA in quanto lesiva della dignità  dei colleghi che operano negli Istituti secondari di primo grado  e palesamente illegittima nella sostanza


Allegati:
Scarica questo file (nota miur 06 aprile(1).pdf)nota miur 06 aprile(1).pdf[Nota MIUR aprile partecipazione DS secondarie primo grado esami di stato ]160 Kb

I DS e gli adempimento per obblighi vaccinali

In allegato il comunicato per fare il punto della situazione ed indicare la linea da seguire a tutti i soci ANP.

Allegati:
Scarica questo file (comunicato ai soci obblighi vaccinali.pdf)comunicato ai soci obblighi vaccinali.pdf[cosa debbono fare i DS]102 Kb

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