Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.

Approvo

Informativa MIUR sul Concorso DS

 

Oggi, 23 luglio, presso il MIUR, si è tenuta la prevista informativa con le OO.SS. riguardo alla graduatoria del concorso, all’assegnazione dei vincitori agli Uffici scolastici regionali e all’esame del Decreto Ministeriale sulla formazione dei dirigenti scolastici neoassunti.
L’Amministrazione, rappresentata da Capo Dipartimento dell'Istruzione, ha comunicato che gli idonei sono in totale 3420, dei quali saranno dichiarati vincitori 2900 unità.
Sono state richieste al MEF 2117 autorizzazioni all’immissione in ruolo per tutti i posti vacanti e disponibili. Di questi, 1982 appartengono alla procedura concorsuale in corso.
La pubblicazione della graduatoria nazionale è prevista per il 29 o 30 luglio contestualmente all’indicazione del numero dei posti effettivamente disponibili nelle regioni.
Per quanto riguarda i benefici previsti dalla L. 104/1992, l’Amministrazione ritiene che questi rilevino al momento dell’assunzione in servizio e quindi rientrino nella competenza dei Direttori degli USR.
Le eventuali rinunce all’incarico dirigenziale saranno gestite con lo scorrimento della graduatoria generale a livello nazionale.
L’Amministrazione è orientata ad acquisire le preferenze relative alla regione di assegnazione anche da parte dei riservisti ma non procederà all'attribuzione dei relativi incarichi fino allo scioglimento della riserva.
La procedura di assegnazione incarico prevede la seguente tempistica:
- dal 31 luglio al 2 agosto i vincitori indicheranno le proprie preferenze rispetto alle 17 regioni e vi saranno assegnati secondo il punteggio conseguito fino ad esaurimento dei posti disponibili;
- dal 5 agosto il MIUR provvederà all’assegnazione dei candidati alle regioni e successivamente i direttori dell’USR assegneranno l’incarico secondo le modalità previste dal D.lgs 165/2001. A questo riguardo l’ANP ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto sui criteri di assegnazione delle sedi ai neodirigenti.
L’ANP ha invitato l’Amministrazione a osservare la massima trasparenza nelle procedure di nomina, chiedendo anche di sollecitare i Direttori Generali dei singoli USR a rendere note, accanto ai posti disponibili, le sedi vacanti, comprese quelle coperte da incarichi nominali.
L’ANP continuerà a seguire attentamente le prossime fasi della procedura concorsuale sostenendo i neodirigenti e offrendo il proprio fattivo contributo alla loro formazione

Firma mandato per ricorso ad opponendum concorso DS

Per tutti gli idonei al Concorso in atto per DS.

Coloro che volessero partecipare al ricorso in oggetto, gratuito per i soci ANP, dovranno recarsi  presso l'ufficio dell'Avv  Basile, sito in Viale XX Settembre, 70 Catania,   giorno 22 luglio 2019 dalle ore 10 alle ore 12.

AGENDA dei PRIMI 100 GIORNI - Formazione

DA OGGI DIRIGENTE:

I PRIMI 100 GIORNI

Si pubblica la data ed il luogo in Sicilia  del seminario residenziali gratuito organizzato da ANP e aperti a TUTTI i neo Dirigenti che entreranno in servizio il 1 settembre 2019.


SICILIA

MESSINA 29-30 agosto 2019

Palermo 27 e 28 agosto 2019

Potranno partecipare tutti i vincitori di concorso inseriti nella graduatoria di merito qualunque sia la data di presa di servizio.

Il calendario e le sedi sono in continuo aggiornamento sul sito www.anp.it

 

Titoli concorso DS: Comunicato ANP

Cara socia, caro socio,

nel comunicarti che il giorno 23 luglio alle ore 12.00 l’ANP sarà ricevuta dal MIUR per un incontro di informativa sulle fasi finali del concorso DS – su cui ti informerò tempestivamente – ritengo necessario sviluppare alcune considerazioni circa la nota ministeriale n. prot. 32565 del 17 luglio.

Anche se dissento dall’interpretazione fornita dal MIUR circa le attività rientranti nell’articolo 25, comma 5 del d.lgs. 165/2001, non intendo entrare nel merito della stessa per non alimentare in alcun modo polemiche che, specie in questo momento, sarebbero deleterie. Ora più che mai servono serenità e pacatezza di giudizio.

 

Occorre però distinguere con chiarezza tra dichiarazione dei titoli e valutazione degli stessi.

 

La dichiarazione dei titoli è operata dal candidato con piena responsabilità sulla veridicità delle proprie affermazioni. Commette reato chi rende una dichiarazione falsa e mendace (data di conseguimento di un titolo, denominazione di un master, incarico ricevuto ecc.).

 

Non commette alcun reato, però, chi dichiara il possesso di un titolo (se posseduto davvero) che il MIUR non reputa degno di apprezzamento.

 

La valutazione dei titoli, infatti, è operata dal MIUR con piena responsabilità sui punteggi assegnati. Con la nota del 17 luglio, il Ministero ha soltanto fornito la sua interpretazione di quanto riportato nella tabella A allegata al D.M. 3 agosto 2017, n. 138 (Regolamento concorso dirigenti scolastici). In altre parole, ha reso trasparente il suo canone valutativo.

Alla luce di tali ragionamenti, non appare immediatamente comprensibile per quale ragione si invitino i candidati a rettificare le proprie (vere) dichiarazioni, segnatamente quelle relative all’espletamento della funzione di coordinatore di classe, fermo restando che l’Amministrazione può e deve agire in base alle proprie convinzioni, valutando i titoli di servizio nel modo che ritiene più corretto e assumendosene la responsabilità.

Per l’ANP è in ogni caso imprescindibile che qualsiasi criterio valutativo sia applicato con equità e che siano effettuati i doverosi controlli.

Antonello Giannelli

Ancora un ATTENTATO all'autonomia scolastica

 

Abbiamo di recente appreso che il disegno di legge n. 1097/2019, la cui prima firmataria è la senatrice Granato, è stato assegnato alla Commissione VII del Senato per l’iter previsto. 

L’intervento, che modificherebbe l’art. 25 del D. lgs. 165/2001, prevede l’istituzione di un reclamo al Direttore generale dell’USR “avverso gli atti di gestione del rapporto di lavoro e i provvedimenti disciplinari di competenza dei dirigenti scolastici”. In sostanza, sarebbe istituita una procedura amministrativa di reclamo con cui i docenti e gli ATA potrebbero opporsi ad eventuali provvedimenti di natura gestionale adottati dal dirigente scolastico.

Il reclamo andrebbe presentato al direttore dell’ufficio scolastico regionale al dichiarato fine di “offrire, nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica (!), una tutela deflattiva del contenzioso che possa configurarsi quale rimedio alternativo al ricorso agli organi giurisdizionali per il personale docente e amministrativo. Il direttore dovrebbe a sua volta decidere uniformandosi al parere di una commissione composta da tre dirigenti tecnici e la sua eventuale decisione di accoglimento annullerebbe e sostituirebbe l’atto impugnato dal dipendente.

Esprimeremo il nostro parere di assoluta contrarietà in sede di audizione presso la Commissione, ma non possiamo comunque astenerci dal formulare alcune prime riflessioni.

Nutriamo molti dubbi, prima di tutto, sulla reale capacità deflattiva del provvedimento che sembra congegnato, piuttosto, proprio per esasperare la conflittualità all’interno delle scuole, creando confusione tra ruoli e competenze.

Sorprendente e irrealistica è poi l’idea di insediare presso ciascun USR una commissione “composta da tre dirigenti ministeriali della funzione tecnico-ispettiva”.

Chi ha redatto il disegno di legge non conosce, evidentemente, la consistenza organica del personale ispettivo.

Ma vogliamo soprattutto sottolineare l’intrinseca bizzarria dell’introduzione di una procedura amministrativa (il reclamo) in opposizione ad atti gestionali di natura privatistica: un unicum nel nostro ordinamento! La proposta attribuirebbe di fatto al direttore dell’USR la competenza ad assegnare docenti alle classi e a predisporre l’orario delle lezioni annullando, con poteri amministrativi, i provvedimenti di diritto privato adottati dai dirigenti delle scuole. Su chi ricadrebbero le conseguenti responsabilità?

Se il vero obiettivo di tali iniziative è delineare la figura di un dirigente della scuola dimidiato, suggeriamo allora di abrogare tutto l’articolo 25, eliminando contemporaneamente tutte le norme in materia di autonomia scolastica! I colleghi sanno benissimo, a differenza degli estensori della singolare proposta, che quell’articolo delinea un profilo professionale dirigenziale indissolubilmente legato all’autonomia scolastica: non è possibile modificare l’uno senza intervenire anche sull’altra. L’ipotizzata modifica dell’articolo 25 rappresenterebbe un clamoroso e inaccettabile passo indietro sulla strada della piena attuazione dell’autonomia scolastica.

Ci opporremo, ovviamente, su tutta la linea.

Ricerca con Google

Loading